AGRATI ACCELERA SULLA DIGITAL TRANSFORMATION CON E-NOVIA

Agrati accetta la sfida del futuro dell’automotive e si prepara al cambiamento decidendo di investire in e-Novia, con un prestito convertendo che verrà tradotto in azioni al momento della quotazione di e-Novia alla Borsa di Milano, prevista per la primavera 2021.

«Avere con noi imprese italiane della meccanica di precisione come Agrati è strategico, perché riflette il nostro stesso modello di business: far incontrare e mettere insieme le migliori risorse tecnico-scientifiche dei nostri politecnici con il migliore know-how tecnico-industriale delle nostre imprese. L’obiettivo è innovare a livello industriale e aumentare la competitività del nostro Paese. Di volta in volta, queste collaborazioni possono prendere forme giuridiche diverse a seconda che gli obiettivi siano più a breve, medio o lungo termine. Anche il nostro coinvolgimento come e-Novia può variare di volta in volta, con la costituzione di nuove società, con l’ingresso minoritario nel capitale del cliente, o in forma di consulenza. Tuttavia, la logica generale è sempre “win-win”, basata sulle grandi risorse scientifiche del nostro Paese per la ricerca e su quelle tecnico-industriali delle nostre migliori imprese. Si tratta solo di farle incontrare e farle operare in modo agile, costruttivo e collaborativo, win-win appunto», commenta Vincenzo Russi, co-fondatore e ceo di e-Novia, la fabbrica di imprese con un approccio industriale all’innovazione, che fa parte del Cluster Fabbrica Intelligente e che ora è pronta a sbarcare a Piazza Affari.
A sua volta, è strategico l’impegno di Agrati nell’ecosistema digitale interessato a investire sia sull’innovazione più immediata di prodotto e processo, sia su quella più prospettica, che includerà la collaborative mobility, ossia la mobilità a guida autonoma regolata da algoritmi e AI, e quella elettrica, e che riguarderà anche l’oggetto della sua produzione, nonché interfacce e piattaforme digitali pensate al servizio dell’uomo per potenziarne le capacità, e non viceversa per sminuirne ruolo e funzione, in una logica di “humanized machine” e “augmented human”.
«È una questione di scelta decidere se anticipare le sfide tecnologiche e di business che ci attendono nell’automotive e farci trovare pronti, o attenderle passivamente e, alla fine, subirle con ritardi irrecuperabili. Noi abbiamo deciso di farci trovare pronti con investimenti in progetti di ricerca e sviluppo che, per i ritmi esponenziali dell’innovazione tecnologica e per i suoi contenuti digitali, non possiamo pensare di gestire da soli all’interno. È stato un salto culturale non facile né scontato, ma è stato necessario aprirci all’esterno, all’ecosistema tecnologico, in una logica di condivisione di saperi, tecnologie, esperienze», spiega Paolo Pozzi, amministratore delegato Gruppo Agrati. L’azienda meccanica, con 12 stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Stati Uniti e Cina e 634 milioni di fatturato nel 2019, oggi collabora attivamente all’ecosistema tecnologico e digitale, anche con iniziative di Open Innovation, come il progetto Jrc Matt – Joint Research Center Metal And Transformation Technologies, centro di ricerca inaugurato a Lecco a giugno 2020, frutto della partnership tra Politecnico di Milano, Agrati, Growermetal, Mario Frigerio e O.R.I. Martin Acciaieria e Ferriera di Brescia. L’obiettivo è quello di sviluppare ricerche innovative avanzate, condividere competenze, strumentazioni e infrastrutture di ricerca, contribuendo attivamente alla formazione e crescita del proprio personale, degli studenti e delle nuove figure professionali. All’inizio la ricerca sarà focalizzata su nuovi approcci alla qualità di filiera, su materiali innovativi e sull’analisi dei big data in contesti tecnologicamente maturi. Agrati ha infatti coinvolto nel progetto i propri fornitori delle macchine dello stampaggio a freddo.

Dalla lean al digitale per essere più efficienti
Nonostante un anno 2020 non facile (-34% nel primo semestre e recupero nel secondo), il Gruppo Agrati ha chiuso con un -18%, meglio comunque delle previsioni annunciate a giugno di un -25/-30%. Il risultato si deve alla volata del mercato delle automobili in Cina negli ultimi due trimestri, benché il mercato cinese rappresenti solo il 10% del suo fatturato (il 60% è prodotto in Europa). Tuttavia, Agrati ha mantenuto per l’anno appena concluso un buon livello di investimenti in nuovi macchinari e innovazione di processo per oltre 25 milioni di euro di investimenti, contro i 35 milioni degli anni precedenti. Agrati si muove infatti nel contesto sfidante, complesso e in profonda trasformazione dell’automotive, settore che necessita di una sempre maggiore produttività ed efficienza per la forte competitività della domanda, a fronte di standard sempre altissimi di qualità e servizio. Già alla crisi del 2008-2009 Agrati aveva risposto con un progetto di change management che, in questo decennio, ha portato a ottimi risultati di produttività ed efficientamento, introducendo nei propri impianti i principi operativi della Lean Manufacturing: maggiore e più veloce produzione con meno capitale circolante, meno sprechi e meno fermi macchina.

Le nuove sfide del digitale
Ora le nuove tecnologie digitali, l’AI, gli analytics, i big data e la forte competizione alzano ancora di più l’asticella dell’efficienza in Agrati, oltre a dover affrontare la discontinuità del settore.
Processi digitalizzati potranno rendere ancora più veloce, precisa ed efficiente l’intera supply chain, dalla produzione nei 12 impianti produttivi in 3 continenti, per un totale di 160.000 tonnellate di filo d’acciaio in un anno trasformate in 8 miliardi di pezzi, circa 40 milioni di pezzi al giorno, con 20.000 codici ripartiti su diverse famiglie di prodotto che vengono distribuiti in 5 centri logistici e 400 punti di consegna finali.
«Quantitativi simili implicano processi logistici stressati al massimo, per ridurre al minimo gli alti livelli di capitale circolante e i rischi altissimi di ritardi e fermo macchina. L’APS (Agrati Production System) basato sulla lean ha già efficientato molto i nostri processi, ma ora la digitalizzazione apre nuove prospettive di controllo ed efficienza», precisa Pozzi. Inoltre, sensorizzare i pezzi d’acciaio contribuirà a cambiare il modello di business in direzione di una logica sempre più di servizio, che darà un vantaggio competitivo sia al fornitore, sia al produttore di automobili. Infine, le sfide stesse del settore automotive che si orienta verso l’elettrificazione e la guida autonoma avranno un impatto sul prodotto di Agrati. Dado, vite e bullone dovranno essere ripensati e adattati alle caratteristiche di peso, dimensioni e materiali richiesti dalle auto elettriche. «Sono queste le principali sfide tecnologiche e di business che ci attendono: digitalizzazione dei processi e del prodotto in una logica di servizio e forte discontinuità del mercato dell’automotive, che virerà sull’auto elettrica e la guida autonoma, impattando anche la componentistica. Dobbiamo farci trovare pronti», sottolinea Pozzi.

I progetti di ricerca applicata in partenza con e-Novia
Da tre anni, il gruppo Agrati collabora con e-Novia per aprirsi all’approccio innovativo delle startup di deep tech che, con le loro soluzioni disruptive, possono fare la differenza nei processi e nei prodotti industriali. Di fatto, finora il rapporto è stato di natura prettamente consulenziale e culturale: «e-Novia è stata di grande supporto per il trasferimento di competenze e per diffondere la cultura dell’innovazione in tutti i reparti, oltre quello di ricerca e sviluppo, perché tutta l’azienda dev’essere pronta a collaborare con ricercatori esterni e a cambiare approccio e comportamenti», precisa Pozzi. Così, preparato il terreno, ora sono in fase di avviamento alcuni progetti di innovazione tecnologica con e-Novia. «Stiamo mettendo a fuoco progetti specifici per applicare le nuove tecnologie in modo verticale ai nostri processi e prodotti. In particolare, vorremmo arrivare a dotare le nostre viti e bulloni di sensori per raccogliere informazioni sul loro ciclo di vita e offrire in questo modo ai nostri clienti dei servizi che diano un vantaggio competitivo in termini di qualità, sicurezza e tempistica nella manutenzione e sostituzione di componenti. La sicurezza dipende anche dai nostri componenti», spiega Pozzi. Un altro progetto sui cui Agrati investirà nel medio-lungo periodo sarà il machine learning dei sistemi automatici e robotizzati. «L’obiettivo è che, con sistemi di riconoscimento visivo delle imperfezioni, le macchine si autoregolino e prevengano l’errore con l’obiettivo di arrivare a difetti zero. Abbiamo già un livello bassissimo, direi fisiologico, di errore, ma con la precisione che oggi rende possibile il digitale vorremmo puntare a zero errori. Ogni difetto rallenta la produzione, genera ritardi nella consegna e rischi sugli impianti dei clienti, con effetti sulla nostra competitività», conclude Pozzi.

Fonte:  “Agrati entra nel cuore di e-Novia e accelera sulla digital transformation – Industria Italiana